Pakistan – nella terra degli infedeli in occasione del Festival Kalash

  • Destinazione: ,
  • Durata: 11 giorni
  • Partenza: 17/08/2024
  • Arrivo: 27/08/2024
  • Prezzo: €3,300

Viaggio di 11 giorni in PAKISTAN
Minimo 8 – Massimo 12 partecipanti
Esperto accompagnatore Kel12
Quota “a partire da” soggetta a disponibilità limitata
Non incluso: tasse, oneri, assicurazione, supplemento alta stagione

Pakistan – nella terra degli infedeli in occasione del Festival Kalash

Durata 11 GIORNI

PARTECIPANTI MINIMO 8 MASSIMO 12

Un nuovo, appassionato viaggio nel nord del Pakistan, tra l’ombra dell’Hindu Kush e l’ombra del mistero. Altitudini vertiginose, valli profonde. Fiumi impetuosi e mulattiere che risalgono verso villaggi sperduti. Come il vento che vi si insinua, scendendo dai ghiacci eterni, tra queste terre selvagge e inospitali molti sono passati nel corso di una storia millenaria. Merci preziose, idee rivoluzionare, nuove religioni, eserciti in armi. Oriente e Occidente, ciclicamente più vicini o più distanti, nel loro gioco di reciproca contaminazione, hanno percorso anche questi luoghi dimenticati, eppure così unici. Alessandro il Grande, conquistando l’ultima satrapia persiana indipendente, il Regno di Gandhâra, nel 326 cinse con un memorabile assedio la rocca di Aorno, nell’odierna valle dello Swat. Più di duemila anni dopo, nel corso dei quali le propaggini sfilacciate della “Via della Seta” hanno continuato a irrorare queste terre, scalando il Roghil Pass o scendendo lungo la Karakorum, fu un altro assedio, al forte di Chitral, a finire sulle cronache della fine del XIX secolo, quando gli inglesi scrissero una delle pagine più brillanti della loro storia militare. Erano gli anni del “Grande Gioco” con l’Impero Russo per la supremazia dell’Asia Centrale. Molti sono passati, pochi sono rimasti. E chi lo ha fatto ha resistito al passaggio dei popoli e a quello del tempo. Sono gli “infedeli”, e questo viaggio vi porterà nella loro terra. La popolazione Kalash, che abita sostanzialmente tre vallate dell’Hindu Kush, quelle di Birir, Rumbur e Bumburet, si sono guadagnati l’appellativo dispregiativo di kefiri, infedeli appunto, avendo come unica colpa essere paradossalmente rimasti fedeli a se stessi. La loro storia è un piccolo unicum etnografico: religione, lingua, cultura completamente diversa da ogni popolo circostante. La carnagione chiara, la fisionomia europea, la religione animista e politeista, hanno alimentato ipotesi che sconfinano nella leggenda: i discendenti delle truppe macedoni, sbandate o semplicemente avendo scelto di fermarsi, dopo lunghe ed estenuanti campagne al seguito del loro condottiero. Persino il premio Nobel Rudyard Kipling, nel suo romanzo L’uomo che volle farsi re, lo sostiene. Le numerose indagini del DNA, sebbene sembrino confutare questa ipotesi, non hanno ancora chiarito con certezza la loro storia, ma la nostra curiosità ci porterà dai Kalash in occasione delle loro feste propiziatorie più importanti: il Chilam Joshi Festival a maggio e l’Uchal Festival ad agosto. Assisteremo alle loro danze, alle musiche, ammirando i loro vestiti colorati e le tradizioni che si rinnovano da centinaia di anni. Ma il viaggio non inizia, e non termina qui. Saremo ad Islamabad, la moderna capitale pakistana. A Taxila, patrimonio Unesco, e raffinata sintesi dell’arte ghandara. A Takht-i Bahi, altro sito Unesco, testimone silenzioso del buddhismo. E infine a Peshawar, capitale della provincia di Khyber Pakhtunkhwa, con il bazar e il suo ricco museo. Il viaggio nella “terra degli infedeli” non è semplice, e occorrerà armarsi di un buono spirito di adattamento per soddisfare la nostra curiosità. La ricompensa non ci porterà molte risposte, ma forse è meglio così: essere solamente testimoni del nostro tempo e del mistero che, da centinaia di anni, continua ad aleggiare tra le impervie, selvagge e bellissime vallate dell’Hindu Kush.

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