Il Myanmar è un paese straordinario, di distese di stupa, di risaie e mondine sorridenti, di panorami mozzafiato e guglie bianche che si stagliano contro un cielo azzurro che ti stordisce. Anche la pioggia quando arriva è benvoluta, d’altronde è necessaria. Un itinerario che parte da Yangoon e che tocca Mandalay, città caotica, dalle strade intasate di minibus, pedoni, bancarelle dove sedersi e mangiare. Ma allo stesso tempo affascinante, la seconda città della Birmania, punto nevralgico sull’Irrawady. Eppure non c’è contaminazione turistica. Mingun, con quello che resta di un progetto visionario e forse anche un po’ folle. Heho , Kelaw e Kakku, nello stato di Shan, coi suoi mercati colorati ed imperdibili, e le donne Pao che con fierezza indossano gli abiti tradizionali. E mille pagode sconosciute lungo il percorso, e una Kakku sorprendente visitata da sole 800 persone l’anno. Il Lago Inle, affascinate e sconvolgente, fonte di vita – ricchezza – gioia .

Terminiamo il nostro viaggio lasciando Yangoon, per volare a Siam Reap in Cambogia, per immergerci nei templi più famosi dell’Asia, Angkor. Il complesso è impressionante, ti rapisce ad ogni scorcio, per la raffinatezza degli altorilievi, per l’immensità del progetto, per la forza della natura che in alcuni casi ne ha preso possesso. Un piccolo assaggio di un paese dalla storia tormentata e vivissima negli occhi e nei gesti dei suoi abitanti, che ci innorridisce al pensiero ma ci incuriosce perchè raccontata da chi l’ha vissuta sulla propria pelle. Un paese certamente da approfondire

Come sempre, un itinerario straordinario, con un gruppo straordinario, fatto di viaggiatori, di amici, di allegri compagni di viaggio, di fatalisti e goderecci, che sanno affrontare anche le piccole difficoltà col sorriso e con l’ottimismo. Che ci porta sempre bene!!!

Grazie Ragazzi…… e un grazie anche a Giacomo e a Mr So.

Ben Fatto Ben Fatto Ben Fatto!

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