Non c’è nulla da dire.
La destinazione del 2016 è CUBA.
Tutti vogliono visitare la ISLA e la frase più ricorrente che sento è
” se non ci vai adesso non vedi più la vera Cuba”

In realtà la fine dell’embargo ha portato una affluenza di turisti da tutto il mondo, States comopresi, ma dal lato pratico della vita dei cubani  non ha prodotto alcun risultato. Se non che le entrate economiche sono aumentate esponenzialmente per chi ha a che fare con i turisti
La poca comprensione della differenza fra PESO CUBANO e PESO Locale la dice lunga….Uno vale 25volte meno dell’altro….e il simbolo è pressochè identico!

Anche io ho scelto Cuba per le mie vacanze a gennaio.
In realtà con grande anticipo e con motivazioni molto diverse.
Chi mi conosce sa che amo scegliere destinazioni ”insolite” e poco frequentate dal turismo di massa.
Ed anche quest’anno è stato così.

Mentre orde di americani sbarcavano da lussuose e ingombranti navi da crociera attraccate al porto di Havana, io sbarcavo da un piccolo aeromobile della Cubana a Nueva Gerona, capoluogo de la Isla de la Juventud, poco lontano da Cayo Largo ma molto meno conosciuta dal turismo di massa.

Isla de la Juventud non è una meta per tutti.
C’è davvero poco e quel poco dovrete farvelo bastare.

Tutte le pubblicazioni e le guide on line la chiamano  ‘l’isola dei pompelmi’.
Peccato che di pompelmi ad oggi non vi sia nemmeno l’ombra.

Io l’ho rinominata l’isola del ‘c’era una volta’.

Rigogliose piantagioni di pompelmi. Acque Termali e un meraviglioso centro per le cure e la fangoterapia. Cave di marmo. Produzioni di ceramiche raffinate. Fiorente porto ittico. Il lunghissimo pontile del Colony. Il ristorante sul mare a Punta Frances.
C’erano. Ora non ci sono più.

I pompelmi sono spariti a causa di un parassita (così si dice) che ha decimato le piante ed ha azzerato il rigoglioso commercio di import export fiore all’occhiello della nazione.
Le falde acquifere termali sono contaminate a causa delle pioggie e della scarsa manutenzione. Il centro tuttora esistente, viene utilizzato per massaggi e terapie differenti. Il laghetto di fronte è diventato uno stagno melmoso e persino pericoloso.
Le cave di marmo ci sono , ma oggi sono poco sfruttate.
Le ceramiche vengono prodotte da qualche irriducibile in piccoli spazi angusti nel retro di casa perchè le fabbriche sono state chiuse.
Del pontile sono rimasti solo pochi ferri della struttura originale abbandonati in mare dopo aver subito la furia dei numerosi uragani che ciclicamente si abbbattono sull’isola fra luglio e novembre.
Idem per il ristorante di Punta Frances, costruito sull’acqua al termine di un lungo pontile che usciva dalle mangrovie, che negli anni d’oro doveva essere uno dei luoghi più suggestivi dell’isola. Distrutto. E mai più ricostruito.

La pesca…. basti dire che i cubani (anche quelli residenti all’estero da anni) non possono praticare sport su mezzi a motore acquatici.
E’ proibito pescare le aragoste come lo sfruttamento delle risorse a fini commerciali – cosa che peraltro fa chiunque a mercato nero.

Basti pensare che il piatto tipico di CUBA, isola circondata da un mare spettacolare , è il MAIALE

Ma se desiderate scoprire un volto di CUBA originale, non potete esimervi dal visitare La Isla de la Juventud
Un salto nel passato, nella CUBA di 6 anni fa. Con gli stessi ritmi e i consueti problemi, che sono oscurati dallo sfavillio della decadente ma sempre affascinante Havana

Nel prossimo articolo, qualche chicca, e molte curiosità
Nel frattempo, scoprite le nostre foto…
Silvia

 

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