Per le vacanze, non mi é mai capitato di considerare la barca a vela..
Forse pensando erroneamente che fosse esosa, o forse temendo di patire il mare non ho mai scelto questa tipologia di vacanza!

Esperienza molto particolare ed addirittura unica nel suo genere.
Innanzitutto, si dovrebbe considerare la differenza tra una barca a vela, ed il classico yacht …
Lo yacht é sicuramente comodità , velocità , rumore; la barca a vela é la vera a propria immersione nella natura Marina.

Si veleggia, venti permettendo, con il “rumore ” unico del mare che si infrange sullo scafo, i mulinelli creati dal vento che giocano sulle vele, il fiocco ( la più piccola vela triangolare di prua) che si riempie come un polmone desideroso d’aria pura; la vita di bordo non é certo la comodità di un hotel 5 stelle, ma ripaga appieno tutti i compromessi fatti.


Si risparmia acqua dolce, sia per le stoviglie che per le docce, si mangia spesso a volentieri in piedi o seduti non sempre comodamente,si dorme a volte storti, o in posizioni funamboliche, ma volete mettere, con la pace e la tranquillità del mare che ti culla, che ti fa addormentare solo a guardare le onde morbide e a volte sinuose che ti accompagnano dolcemente, o la forza dei venti che fa inclinare la barca e ti provoca quel sospiro di emozione mostrandoti la sua forza senza la quale saresti alla deriva…


Tutto questo non ha prezzo per chi ama il mare come me!
Dormire in porto anche é un’ esperienza non da poco, doccia in esterno, vicini con cui chiacchierare e soprattutto il rispetto tra ogni armatore o skipper , la confidenza si crea spontaneamente anche se é il primo incontro . La passerella per scendere a terra, che , appena varcata, ti fa sentire subito il mal di terra, e ti fa sperare di tornare presto in barca, altrimenti gira tutto!

Insomma, non trovo proprio parole adeguate per descrivere questo viaggio meraviglioso, completamente immerso nella natura.
Baie incontaminate, di tonalità dal verde chiaro all’azzurro cielo, fondali ricchi di pesci, colori, spugne, coralli, stelle marine, ed anche senza immergersi, con una semplice maschera, senti la presenza di tutto un mondo che ti circonda!

E poi.. Per i veri romantici… Ecco la sorpresa…

I delfini che si divertono a girare da poppa a prua con piroette e  salti ,  ti mostrano il fianco come per dire, dai scendi anche tu che giochiamo! I pescatori hanno la certezza che siamo di buon auspicio e che ,con il loro sonar naturale , avvertano da pericoli o rotte non corrette,in effetti per noi, inesperti scopritori di un mare che forse non apprezziamo abbastanza, sono solo animali bellissimi, docili e giocherelloni, per chi invece del mare ha fatto la sua vita, sono parte integrante della propria famiglia, come tutti gli altri meravigliosi esseri viventi che popolano gli oceani , una gran parte della nostra Terra!

Ora mi sembra anche doveroso, raccontare le mete toccate, perché molto diverse rispetto ai canoni che noi abbiamo.

Prima tappa : Procida..
Sicuramente meno considerata a confronto di Ischia e Capri, ma veramente tanto bella -assai, come dicono a Napoli-.

Una strada unica che porta da un capo all’altro e passa in mezzo a casette  basse con il classico tetto piatto , con portoni contornati da colonne e resti romani. Piccole botteghe, con signore gentilissime che ti offrono un passaggio se non sai dove andare, il panettiere che ti intrattiene con un assaggio, il bus, unico sull’isola, che e sempre pieno zeppo, come fosse l’ora di punta ! Poi.. Uno slargo ed ecco… La visione … La  Spiaggia nera luccicante, infatti l’isola é di origine vulcanica,con tonalità di mare dal nero profondo al grigiolino opaco, e il porto, poche barche molti pescatori.

Seconda tappa : Capri.

I faraglioni, spettacolo della natura a visione di 360 gradi! Una vera e propria opera d’arte. Casette arroccate vicino a ville bianche ed eleganti a picco sulla scogliera. Qui in effetti c’è affollamento, soprattutto di yacht lunghi quasi come baleniere, che occupano la parte più “in ” dell’isola. Addirittura con scivoli gonfiabili, piscine e jacuzzi sui ponti più alti, alcuni con piazzola per l’elicottero. E dall’altra parte, il peschereccio in legno , la barchetta che porta i turisti alla Grotta Azzurra con quei colori bianchi ed azzurri che si stagliano sulle rocce chiare e il verde del mare.

Terza tappa : Sicilia – San Vito lo Capo
Cittadina animata, negozi, ristoranti – quasi tutti di pesce o pizza- atelier di ceramiche di mille colori e in mille forme, e poi la vera , rustica , gustosa granita siciliana. Una delizia per il palato, e i per i fianchi (stando più giorni si può contare 1 kg al giorno!!!!!)

il mare anche in porto é cristallino, ti viene voglia di una golata, per vedere se proprio é salata! la spiaggia lunga di sabbia bianca che contorna la baia fino al promontorio , fa quasi invidia ad una spiaggia greca!

Quarta tappa : Favignana

passando dalla costa trapanese e veleggiando tra Levanzo , lo scoglio dei Porcelli e l’isola delle Femmine, si arriva alla lunga e piatta Favignana: il mondo in una tonnara.Tutta la vita dell’isola fino ad un decennio fa, girava intorno alla famosa tonnara, oggi museo, interamente ristrutturato , che mostra passo dopo passo, tutte le dinamiche della pesca del tonno, dalla costruzione delle reti ( che sembra un’opera di alta ingegneria) alla mattanza ( l’uccisione  in massa di tonni dai 5 kg. Ai 120 kg. ) all’inscatolamento del prodotto finale ( quelle latte giganti che da bambini ricordiamo essere diventati scatole per biscotti!) .La cittadina si sviluppa intorno al porto , ma avendo fatto tutto il giro dell’isola in bicicletta (il mezzo o quasi, più usato dell’isola ) si notano scogliere a picco sul mare, con tagli regolari, in quando sia l’estrazione della roccia sia l’erosione del mare e del vento fanno la loro parte alla costruzione di questo scenario particolare. Svetta sull’unico punto alto dell’isola, l’imponente carcere, non più utilizzato, ma sicuramente un punto di riferimento per la sua maestosità e la costruzione bianca di pietra di tufo, la sera viene illuminato come una roccaforte, quasi a monito ai naviganti.In tutta l’isola ci sono calette divenute con l’erosione ,  piscine di mare naturali in cui barchette ormeggiate dondolano tra piccoli archi e grotte naturali.

Quinta tappa : Marettimo

L’isola fantasma. Stranamente nascosta ed ultima in linea rispetto a Favignana, sembra sempre nascosta da un cappello di nuvole. Sembra quasi un paesaggio irlandese, boschetti, rocce, prati e poi nuvole..
Il tempo qui cambia in fretta, ma vederla con il sole é una vera e propria scoperta per l’occhio ed il naso! Qui l’odore misto di capperi, origano e pesce, é pungente. Devo dire che di tutte le persone incontrate, i marettimini  sono i più ospitali ed i più gentili. Ci siamo ritrovati in un supermercato a fare cambusa ( scorte di cibo x il viaggio) e i ragazzi ci hanno preparato 3 piatti giganti di tonno crudo in tutti i modi comprendenti: carpaccio di tonno ,salame di tonno fatto con le interiora , filetti di tonno affumicato , bottarga di tonno , e attenzione attenzione.. Sperma.. E uova di tonno. Il sapore del mare si é incarnato! Si beve per almeno 2 giorni, ma ne vale assolutamente la pena!

Sesta tappa : Ustica

purtroppo ricordata solo per l’incidente aereo degli anni ’80, é un’isola selvaggia ed aspra, denominata la perla nera del mediterraneo. Una piccola strada principale porta gradatamente al porto con un’incastro di scalette tra ibiscus ed oleandri, molto animata e allo stesso tempo tranquilla. Tutta l’isola é rocciosa con piante di fichi d’india in ogni lato scosceso, anche qui i pescatori mostrano orgogliosi il pescato del giorno, ricciole da 40 kg con le branchie rosate, sintomo di un mare pulito ed incontaminato, meduse colorate dal bianco al violetto e tutta la gentilezza e l’ospitalità degli isolani.E considerata il paradiso dei sub proprio per i suoi fondali ricchi di flora e fauna di ogni tipo!
Veleggiando qua e la si torna verso Pozzuoli, dove ci siamo imbarcati, con nel cuore un ricordo profondo di gratitudine verso chi ci ha accompagnato, accudito, coccolato e soprattutto fatto ridere con infiniti accenti napoletani e battute scherzose.
Racconti di mare, racconti di marinai, e racconti di turisti inesperti, che hanno capito quanto il mare va rispettato e soprattutto conservato!

Vi lascio con un consiglio di lettura, che ho ricevuto a mio volta da un lupo di mare..(detto vecchietto arzillo ! Con simpatia)
Autore : Moitessier Bernard
Titolo : Tamata e l’Alleanza

Paola Pagin

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