…. immagini di un paese tutto da scoprire

Le donne …. con i bambini legati dietro la schiena:  qualcuno sembra in equilibrio precario, altri a gambe larghe si godono il viaggio.

I giochi dei bambini: carretti di legno sui quali salire in due o tre e lasciarsi scivolare giù dalle discese. Due pezzi di legno e qualche ruota per sentirsi felici. Una  bottiglia di plastica , un perno e due ruote per i più piccoli. Una gomma di bicicletta, un pezzetto di legno, e ci si sente grandi. Qualche palloncino colorato regalato dai turisti, e subito diventa festa. Chi lo usa come un pallone da calcio, chi abbozza qualche passaggio a pallavolo, e chi semplicemente lo lancia in aria, e perde lo sguardo nell’attesa del ritorno….

Un mastello, sacchi di cocchi, un machete o un vassoio di pesci. Panni appena lavati, la spesa appena fatta. Pile di jeans, o stoffe fa vendere al mercato.
E decine di bimbi con i pezzi di asfalto impilati, tre pezzi ciascuno, che aiutano i grandi.
Tutto in testa, con un gesto che sembra semplice, per avere le mani libere, per camminare a testa alta.

Abiti laceri nel sud, un cocco o un ananas rubato alla foresta per la merenda. Occhi grandi, salti mortali in spiaggia, e un sorriso contagioso.  La nuova generazione di Sao Tome cresce così.

I lavatoi pubblici come nell’Italia antica, prima dell’avvento della lavatrice. E le rive dei fiumi, dove ritrovarsi, lavarsi, lavare i panni mentre i bambini giocano, mentre si scambiano quattro chiacchiere, mentre si asciugano i panni posati sulle rocce al sole. 

Una fiocina e una maschera, per prendere un polpo, da trasformare in cena o da offrire ai turisti nei ristorantini improvvisati in spiaggia.  Qualche pesce, un barracuda se si è fortunati, o dei granchi.  Il mare per fortuna e’ generoso….

Frutti dell’albero del pane o banane. Fritti.
Non possono mancare sulla tavola, che sia del ristorante dell’hotel o della casa comune. Un contorno, una tradizione.

Ed ovunque sorrisi, a dispetto di un’Africa bistrattata, abusata, dimenticata. Perchè basta poco, per essere felici.

Silvia Testa – Il Viaggiosauro

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