Qualche giorno fa Crozza durante uno dei suoi show analizzo’ gli incassi dei musei italiani paragonati a quello del Louvre.


Il Louvre secondo fonti statistiche incassa il 25% in più di tutti i musei italiani messi insieme.


In questi giorni di ponte siamo stati a Napoli, in costiera Amalfitana e a Caserta. Inutile dire che la burocrazia e le lungaggini italiane non fanno altro che boicottare ogni tentativo di incentivazione del turismo in Italia.


Nonostante le prenotazioni – ove possibile, perché alcuni non sono nemmeno prenotabili- ti ritrovi code interminabili e piccoli ricatti ed ostruzionismi da chi è preposto alla gestione degli ingressi.


Crozza nello show evidenzia fra l’altro come la reggia di Caserta fosse poco manutentata e mantenuta. La più grande residenza reale del MONDO  in realtà negli interni si presenta ben conservata. Per lo meno nelle aree aperte al pubblico.


Peccato che per arrivare a visitarla, si devono affrontare una serie di step che farebbero scappare la voglia anche ad un santo.  In primis la biglietteria. Una coda interminabile e 3 impiegati ad analizzare, verificare ogni documento, stampare biglietti, ricevute degli auricolari obbligatori e gestire le richieste. I gruppi invece, lasciati in attesa sotto il sole o la pioggia oltre un cordone invalicabile. Nessuno sportello dedicato a gruppi o a guide per snellire le operazioni. Dopo aver conquistato i biglietti, cumulativi per il gruppo, bisogna attendere che un impiegato controlli i tornelli e controlli e conti uno ad uno tutti i componenti del gruppo, ridotti e gratuiti compresi a confondere le idee. Ci sono i tornelli….usarli??? 


Ma non è finita. A questo punto, bisogna andare a ritirare gli auricolari. Tutti in fila un’ altra volta. Guide e capogruppi si contendono la pole position. Anche coloro che hanno prenotato e pre-pagato devono mettersi in coda. Senza speranza. Un addetto  si occupa della distribuzione, del reset, della sintonizzazione, del cambio degli apparecchi non funzionanti, della compilazione del modulo di responsabilità, della registrazione del documento e della conservazione del documento di identità del responsabile del gruppo. Solo a completamento delle operazioni, la prassi vorrebbe che il gruppo ad uno ad uno – bambini, passeggini, nonni col bastone, e chi più ne ha più ne metta- sfilasse davanti a lui per ritirare l’auricolare in questo stanzino 2×3.


Tutto questo in un via va di gente che non capisce quello che succede, che ha le ore contate prima di prendere un aereo o che solamente non capisce perchè deve rinunciare ad un ora di visita pagata con la guida per assolvere una serie di operazioni che potevano essere snellite.


Vi ho citato Caserta e la trafila alla Reggia. Potrei raccontavi di Pompei, del Cristo Velato o di qualsiasi altro museo che prevede un ingresso. Il problema è sempre quello. Invece di snellire la burocrazia, si aumentano i passaggi.  E questo non favorisce il turismo.


Ho ancora negli occhi lo smarrimento quasi divertito, al limite del grottesco della turista americana incontrata su un treno regionale da Milano a Saronno nel raccontare all’amica al telefono, l’odissea per partire da Firenze ed arrivare a Como. Fra cambi , nessuno che parla inglese, fra Ferrovie dello Stato e linee regionali, senza la possibilità di un biglietto cumulativo.


Qui ognuno fa da se e pensa al suo orto. Senza considerare che uno straniero in italia visita COMO,MILANO, FIRENZE, VENEZIA e ROMA . E a volte rinuncia a metà, perchè non riusciamo a capirci noi figuriamoci uno straniero!


E’ proprio il caso di dirlo. Povera Italia…….

Silvia Testa  – Il Viaggiosauro

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