Deserti d’alta quota e deserti ai confini del mondo

Milano Malpensa, si parte per Madrid, volo Iberia. Madrid Aeropuerto Josè Barrajas, ammazza se si sono sfogati gli architetti spagnoli…..cambio e volo no stop verso Santiago. 14 ore di volo -2 ore di pisolate- e siamo in Cile.

Santiago è una città modernissima e molto pulita.
Non sembra nemmeno di essere in sud-America, sembra più la Germania. Qui i terremoti sono all’ordine del giorno, ma i palazzi sono altissimi, merito delle costruzioni antisismiche alla giapponese. Vista alla città e poi a nanna presto, domani si va a Calama, nel Deserto de Atacama.

2 ore di aereo e siamo letteralmente sulla luna…e a 2300 metri sul mare…..
Trasfer su un “piccolo” van 4×4  – che sarà il nostro mezzo di trasporto in Atacama- di soli 7200 c.c. a benzina……..e arriviamo nella mitica San Pedro de Atacama.
Un paesino caratteristico, sembra di essere in un film western.
Hotel molto ecologico, con vista sul Vulcano Licancabur – da quasi 6.000 metri di altitudine-  e i suoi 4 fratelli minori.
Escursione alla Valle della Luna, una distesa di stranissime formazioni saline e rocciose dai colori caldi e molto variabili. Tramonto sull’Atacama…….colori dal rosa al viola….uno scenario da mozzafiato.

Al mattino sveglia presto, si parte per le lagune di alta quota: Miscanti e Miñique.
Sosta lungo il percorso per visitare un villaggio (vero) popolato solo da indigeni Atacameños.Il van 7200 arranca sulle strade dell’altipiano e dietro una curva……..la prima laguna. Uno spettacolo che da solo vale il viaggio……..

Vicuñas, Lama, gabbiani andini…..e un mal di testa da picchiarla contro il muro….
Siamo a 4200 mt slm e si sente…..il mal di altitudine colpisce.
Non ce la faccio a camminare e mi siedo sul van a chiacchierare con l’autista. Piano piano il mio fisico si abitua all’altitudine…..e comincio a respirare normalmente.
Rientro a San Pedro e sbiciclettata in mountain bike fino al paese…..ora mi sento davvero bene. Mattino, alle 4, tutti sul van, si va ai Geysers del Tatio (4360 mt).
Arriviamo che albeggia e lo spettacolo è magico….per non dire surreale.

Fumarole ovunque, un freddo bestia (-12°), ma il sole sta sorgendo e presto si riscalderà. Una ragazza in gruppo con noi, fa una corsetta e sviene come una pera, un altro si muove di scatto e anche lui traballa….via di ossigeno – sui van è sempre presente-  e tornano nuovi. Io faccio tutto il percorso e, faticando un pochino, ma riesco a portarlo a termine. Il mio fisico reagisce e non ho più problemi.
Al ritorno, passiamo il valico a circa 4500 mt e la foto è d’obbligo.

Mattino dopo escursione al salar de Atacama, con visita di alcuni paesini caratteristici e alla laguna dove vivono i fenicotteri andini. Spettacolo splendido.
Dall’Atacama, ritorniamo a Santiago per ripartire il mattino dopo verso Punta Arenas, Patagonia cilena. All’arrivo, il freddo sud si annuncia con un bel venticello a 80 Kmh. Persino io ho delle difficoltà a camminare…..
C’è il sole, ma il vento è freddo gelato…siamo in primavera.

4 ore di van e arriviamo alle Torres del Paine. Siamo a 180 mt slm, con 2 km di roccia sopra la testa…..bel cambiamento. I gauchos ci accolgono con il loro carosello, ma il vento non ci fa apprezzare lo spettacolo. Mattino dopo, si va a visitare il parco naturale Torres del Paine.
Condor (ammazza se è grande, sembra un aeroplano!!!), Guanachi, Aquile, Nandù – lo struzzo patagonico, Picchio gigante, Volpe australe e tanti colori della natura. Il puma ….nada, resta nascosto e non si fa ammirare, ma c’è….vediamo le sue impronte fresche. Qui la natura è dura ed inospitale ma affascinante.

Al mattino piove a dirotto, partiamo per il ghiacciaio Grey, il più grande del Sud america e la terza formazione ghiacciata più grande al mondo dopo i poli.
Lungo la strada nevica pure…e al pensiero di arrivare alla nave con un gommone mi gela il sangue. Finalmente smette di piovere ma è sempre bigio.
Salgo sul gommone con qualche perplessità…..la temperatura del lago è vicina allo 0, se scivolo, dite una preghiera per me…..
Va tutto bene e lo spettacolo del ghiacciaio è maestoso. Le colorazioni del ghiaccio vanno dal grigio al viola, passando per sfumature meravigliose di blu. Scampo al trasbordo sul secondo gommone e finalmente tocco riva……la voglia di baciare la terra alla Cristoforo Colombo è forte….

Trasferta a Puerto Natales, ultimo avanposto prima della Tierra del Fuego…..e poi solo l’Antartide. Il vento la fa da padrone anche per l’ultimo giorno in Patagonia, c’è il sole, ma le raffiche sono fortissime.
A momenti cado, tentando di fare una foto….ed è detto tutto….
Ritorno a Santiago e via per la vista ai vigneti di Viña del Mar e Valparaiso. Valparaiso, una città fantasma, ferma al 1800, quando era un fiorente porto del Pacifico…ed ora solo patrimonio UNESCO ed una bidonville coloratissima. Visitiamo la casa di Pablo Neruda, molto caratteristica ed originale. E l’unica località tipicamente sudamericana di tutto il Cile.

Il viaggio volge al termine e una bella trasvolata di tutto il sud America e dell’Atlantico ci aspetta.

Conclusione: paese affascinante e poco conosciuto, dai mille contrasti, di colori, di natura, di vita, sicuramente da visitare e conoscere.  Un voto? 9,5 uno dei viaggi più belli che ho fatto.

Viva Chile!!!!!

Daniele Mattioli- Consulente di viaggio, collaboratore de Il Viaggiosauro
www.viaggievacanzesumisura.it
Skype: daniele.mattioli

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