Namibia.


Terra di Grandi spazi, di colori accesi, di natura prepotente e di fauna numerosa.


Terra di Dune arancioni, che si stagliano maestose all’ orizzonte, che quando le sorvoli ti sembrano essere infinite.
Terra di coste selvagge, inabitate e inabitabili, con gli scheletri di navi e balene che incautamente hanno tentato di avvicinarsi.
Terra di colonizzatori, portoghesi, inglesi e tedeschi, che lasciarono la loro impronta decisa e accordarono le tribù rendendolo così un paese pacifico, anche se a suon di repressioni.
Terra di diamanti, preziosi e così numerosi tanto da chiudere un’area del paese e trasformarla in un immensa miniera interdetta all’accesso.


E terra di Himba, tribù primitiva di pastori semi nomadi che sopravvivono all’avanzamento della civiltà, alla globalizzazione, mantenendo intatte le tradizioni.
Come in tutte le società, anche molti Himba hanno ceduto al fascino del telefonino e dell’alcool. Li trovate in città, a Opuwo, qualcuno agghindato ad Himba ma solo per raccimolare qualche soldo da spendere direttamente al bar.
Coloro che invece hanno deciso di seguire la tradizione, vivono nelle remote zone del Kaokoland, nel Nord Ovest della Namibia, in capanne costruite con fango e sterco di vacca.
Popolo seminomade che si sposta a seconda delle piogge e del pascolo, con le loro mandrie. Società fortemente matriarcale, popolo fiero ed orgoglioso che vive a contatto con la terra nel vero senso della parola.


Visitare un villaggio Himba è un’esperienza travolgente….
Bambini dal sorriso immenso che vi circondano, vi abbracciano ‘sporcandovi’ dell’impasto di cui si ricoprono a protezione del sole e degli insetti. Ocra e grasso animale, sostituito in alcuni casi dalla vaselina.
Assistere alle operazioni abituali, dalla pastorizzazione rudimentale del latte, all’essicazione della carne fino ai riti quotidiani come il lavarsi col fumo – una rudimentale sauna – vi proietta in una dimensione surreale così lontana dai nostri giorni da lasciare attòniti…..


Gli abiti sono tradizionali, fatti di pelle, le donne si adornano di conchiglie e perline, ed ogni monile ha un significato particolare che contraddistingue lo status.
I capelli sono intrecciati finemente, allungati il più delle volte con fibre, ricoperti con lo stesso impasto che ricopre il corpo e impreziosito da qualche perlina.
La comunicazione è complicata, gli Himba hanno un dialetto che non viene compreso da chi parla Afrikans. E’ necessario farsi accompagnare da un traduttore, che non solo vi permetta di comunicare ma vi introduca, con la necessaria delicatezza nella vita di questo popolo straordinario.


Visitare un villaggio Himba è un esperienza indimenticabile. Uno dei pochi, se non l’unico contatto che avrete con l’antica popolazione della Namibia.


Ma ricordatevi di avvicinarvi con la delicatezza e la fame di conoscenza che necessita questa visita.
Ogni contatto fra civiltà differenti, inquina in qualche modo e condiziona. Indipendentemente dalle azioni, è inevitabile.
Io vi auguro ti tornare a casa ‘inquinati’ dalla bellezza e dalla semplicità di questo popolo e di ‘inondare’ loro solo di sorrisi!


Silvia Testa – Il Viaggiosauro


Foto scattate durante i nostri viaggi in Namibia

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