Un viaggio in India è sempre una esperienza particolare e che tocca i sentimenti di ogni persona sotto tutti i punti di vista.


Dalla spettacolare ricchezza dei palazzi dei marajà nell’India del nord, il Taji Mahal ad Agra, la città rosa di Jaipur, i monumenti di Kajuraho con le rappresentazioni del kamasutra alla religiosità mistica di Varanasi, l’antica Benares, con i fedeli che si bagnano e pregano nelle acque sacre (ed inquinate) del fiume sacro Gange o che vanno a morirci bruciati dalle pire sulla riva per poi far spargere le proprie ceneri nel fiume.


Anche questi sono luoghi diventati ormai famosi e affollati dai turisti e ci si domanda se forse quello che si vede non sia poi tanto originale ma fatto per i turisti, in ogni caso la cerimonia serale a Varanasi sulle rive del Gange per ringraziare il fiume dei doni che porta è una esperienza da non perdere.


Per ritrovare un’India più mistica e misteriosa, non ancora “inquinata” dal turismo di massa consiglio un viaggio nel Sud.


Sempre con la collaborazione di Silvia abbiamo organizzato un itinerario che parte da Chennai, l’antica Madras, costeggiando verso sud per poi tagliare verso est attraversando le montagne del Tamil Nadu raggiungere la costa occidentale a Cochin e le Backwaters con una puntata a Trivandrum sulla punta più meridionale del continente indiano per poi finire il viaggio nella città più incredibile dell’India, Bombay o Mumbay.


Si parte da Chennai capitale del Tamil Nadu, città tra le più industrializzate dell’India è ricca di monumenti e del famoso sito indù di Mamallapuram affacciato sul mare della baia del Bengala.


Si scende sulla costa passando per Pondicherry, graziosa cittadina piena di giardini e templi dedicati a Ganesha il dio con la testa di elefante (divinità molto amata ed invocata, poiché è il Signore del buon auspicio che dona prosperità e fortuna), Tricky anche questa ricca di monumenti e templi indù per arrivare a Madurai con il maestoso Meenakshi Temple dedicato a Shiva e alla sua consorte con le sue quattro torri (Gopura) ricche di figure a tre dimensioni coloratissime che raccontano le storie dell’universo indù.


Attraversiamo le foreste rigogliose grazie ai monsoni dell’interno per arrivare in Kerala a Cochin città famosa per le reti cinesi a bilanciere e passare due splendide giornate sulle Backwaters a bordo di una barca fornita di tutti i confort per dormire e mangiare godendosi il panorama, la fauna e la vita di tutti i giorni degli abitanti di questa zona nelle palafitte o sulla riva dell’acqua.


Puntiamo a sud verso Trivandrum e sostiamo in un villaggio Ayurvedico per rilassarci con i massaggi ma anche per vedere la vita dei pescatori che escono la notte sui barconi donati dai vari paesi europei dopo lo tsunami del 2004 e tornano all’alba per tirare a riva le reti a mano, una vita davvero dura la loro; le donne aspettano sulla riva che la rete sia completamente dipanata ed accorgersi che il frutto della pesca sono pochi secchi di pesce da dividere tra i venti pescatori della barca non nasconde sui loro visi la delusione….e per noi una stretta al cuore difficile da dimenticare.


Il Kerala ha la comunità cristiana più numerosa dell’India e abbiamo assistito ad una messa in riva al mare molto affollata con gli uomini rigorosamente divisi dalle donne che indossano i sari della festa coloratissimi e circondate da bambini dagli occhi scuri e grandi che ti scrutano incuriositi.


Visitiamo Trivandrum per vedere uno spettacolo di danza Kathakali considerata una tra le più antiche forme di danza dell’India, i personaggi con i volti dipinti di colori accesi e costumi elaborati narrano storie epiche indù tratte dal Ramayana e sono solo uomini che recitano anche parti femminili.


Finiamo la giornata a Kanyakumari, punto estremo dell’India dove si incontrano nell’ Oceano Indiano le acque del mare Arabico e del Golfo del Bengala, visitando il Vivekananda Memorial situato su un isolotto a poche centinaia di metri dalla costa dedicato a questo “santo” venerato in tutta l’India in cui si può vedere l’orma del piede della Kania Kumari impresso in una roccia.


L’andirivieni dei pellegrini che arrivano da ogni angolo del paese è incredibile e si possono vedere tutte le varie etnie di uno dei paesi più popolosi del nostro pianeta.


Il viaggio finisce a Bombay, tra le città più popolose dell’India, foto ricordo sotto la Gate of India e giro in taxi nella città, lo si può noleggiare per pochi dollari e l’autista è lieto di fare il cicerone.


Crogiolo di razze e tradizioni, l’India del sud è un viaggio che lascia un segno nel cuore e nell’anima; la semplicità di questa gente che vive alla giornata e non si cura del futuro è sconcertante per noi abituati a nostri ritmi di vita….ieri è passato, oggi lo vivo al meglio e domani sarà un altro giorno che gli dei mi concedono!


La gente ti sorride sempre e non ti nega mai una tazza di tè di benvenuto, corretto con latte e zuccherato scolandolo a cascata tra due bicchieri, e quando gli fai una domanda rispondono scuotendo la testa che non capisci mai se la risposta è affermativa o negativa.


Insomma se appena potete organizzate un viaggio nel sud dell’India, non lo dimenticherete facilmente…dicono del mal d’Africa e non hanno torto, ma il mal d’India è più forte!


Mauro – Viaggiatore incallito…viaggiare per conoscere!

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