ROMA – Disastri naturali, eruzioni vulcaniche, terremoti, maremoti, calamità naturali che si abbattono improvvise, inaspettate e sgradite in qualche angolo di mondo, talvolta ci sfiorano marginalmente, in qualche caso ci  sconvolgono emotivamente ma ogni tanto, per quanto lontano avvengano, ci coinvolgono in prima persona con conseguenze collaterali di una certa entità. L’ “effetto farfalla”, il cui battito d’ali a Pechino può provocare pioggia a new York, è più o meno quello che Silvia, un’agente di viaggi di Ovada, in provincia di Alessandria, ha potuto sperimentare in prima persona.


La crisi economica e quella turistica viaggiano sullo stesso binario ma non toccano le fette di mercato inesauribili: i viaggi di nozze. Nico e Claudia, si sono sposati i primi di giugno e a febbraio erano proprio da Silvia, in agenzia, a prenotare la loro luna di miele in Giappone. Il sogno di un viaggio costruito nei minimi dettagli, studiando ogni tappa, ogni sosta, ogni spostamento. I primi di marzo era tutto
confermato, alberghi, servizi e naturalmente il volo, un’ottima tariffa aerea della Turkish Airlines per arrivare a Tokio via Istanbul, poco più di 1500€ in due, biglietto aereo emesso perché i tempi di prenotazione  ed emissione per certe tariffe aeree è quasi immediato. L’11 marzo le immagini del terremoto, il maremoto e il disastro nucleare che colpiscono il Giappone e sconvolgono l’intero pianeta: morte e distruzione. Schegge del cataclisma cambiano il corso delle politiche energetiche internazionali e nazionali, fanno tremare le Borse di tutti i paesi e scompigliano i piani e i progetti di tante persone.
Nico e Claudia, per esempio, corrono da Silvia a cancellare tutte le prenotazioni e per lei comincia un lavoro che gli agenti di viaggio conoscono benissimo: cancellare un viaggio richiede lo stesso tempo impiegato per prenotarlo, richiede la stessa attenzione, la stessa procedura tecnica di annullamenti telematici. Non solo è un tempo-lavoro non retribuito, è di più, perché finalizzato a cancellare il guadagno previsto dalla vendita dei servizi già confermati. E’ come se oggi andassimo a lavorare per guadagnare 50€ e domani dovessimo tornare a disfare il lavoro del giorno prima e annullare anche il compenso: lavoriamo due volte senza guadagnare niente.


Questo è quello che accade sempre in questi casi nelle agenzie di viaggio.


Silvia cancella i servizi, gli alberghi, nessun fornitore pretende “spese di cancellazione“, poi passa alla biglietteria aerea non solo per gli sposini che volavano Turkish ma anche per due clienti che volavano Alitalia a settembre,  tecnicamente la cancellazione si definisce “involuntary” ovvero non dipende dai passeggeri. Tutto procede bene con Alitalia ma la Turkish Airlines comunica che la tariffa non consente rimborsi di alcun tipo e al massimo concede la possibilità di uno spostamento data o destinazione entro l’anno. Possono due sposini cambiare data? E se da anni sognavano il Giappone perché dovrebbero andare altrove? Silvia da marzo scrive ogni giorno alla compagnia aerea, telefona, cerca in ogni modo di ottenere una garanzia per far riavere ai suoi clienti almeno parte dei 1500 € prima di procedere con l’annullamento tecnico dei biglietti. Non c’è ancora riuscita, perché come la compagnia ci conferma quei biglietti, a quella
tariffa non possono essere rimborsati, solo cambiati con un’altra destinazione o data di partenza. Silvia non molla e non è il solo agente di viaggio in prima linea: un’agenzia di Roma è ancora alle prese con i rimborsi di Giovanni e dei suoi amici, volo di ritorno da Amsterdam nei giorni della nube del vulcano islandese l’anno scorso.
Per tornare hanno affittato una macchina,

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